Francesco Dario Rossi






Recherche



Recherche

Le marionette si muovono sfilate
su una plancia che ondeggia
tra i marosi -
triste palcoscenico di addio
per chi non ha una vita da narrare

Tra bisbigli e fughe di silenzi
rincorrono trame da venire

Una musica s'ode in lontananza
che strugge ma non da' risposte

La natura cela il suo segreto
come nido celato tra i cespugli.







Vita nelle acque

Riverbero d' albe di luce
in prismi di rocce senza tempo

Uomini dalle mani adunche
violano il grembo della terra -
cercano il frigido dell'acqua
in sorgenti che sgorgano dal buio
nel silenzio di umide caverne

Si abbandonano al fluire delle onde
vi sperdono il seme della vita

Dolce
il sale degli estuari.



Falo'

La sera brillavano scintille
da selci battute con destrezza

Sedevano in cerchio attorno ai fuochi
e ardevano coltri di cespugli -
falo' illuminavano le notti
purificate dal soffio dei bagliori

Il fuoco annientava le paure,
si accostava l'alitar dei morti -
fruscio di presenze misteriose
tocchi frementi di calore

Vita e morte si sfioravano
nel chiarore dei rami crepitanti.








Hybris

Fondavano pietre solitarie
sugli argini sabbiosi di torrenti -
purificati dalle calde acque
ergevano moli di squadrate forme,
monumenti spenti al ricordare
nel giro ozioso del futuro

Scolpivano bronchi di figure
protese verso il cielo verecondo
straziato da quell'empio svettare

Distesi al sole riposavano
attendendo l'ora del perdono.



Cuori antichi

Uomini dal cuore antico
han calpestato queste zolle brune,
hanno tagliato queste dure pietre
di case senza tetti e senza imposte

Ruderi che parlan di dolore -
lacrime inghiottite con il cibo,
faville smorzare di speranza,
vite attraversate da silenzi

Guardavano nello spaziar del cielo
strisce di nubi bianche in lontananza -
sognavano altri luoghi e altre vie
e i sogni li aiutavano a morire







Preistoria

Vagano uomini tra i calanchi
e ascoltano il canto delle stelle -
il mare e' un ansare minaccioso
in notti illuni e senza vento

Parlano con segni delle mani
e sillabe dai suoni gutturali -
si dicon di paure e di speranze,
eterne febbri di illusioni

L'alba sorge tra il cavo delle rocce
e arrosa il pendere dei sassi

Il lago dei pensieri sprofonda
in abissi
dove il tempo non esiste



Saccheggio

Orde di pirati senza nome
han profanato la sacralita' del tempio -
un sacro di canti soffocati
di incenso bruciato nei turiboli
di preghiere sommerse e sussurrate
di ieratici gesti trattenuti

Acre
il sapore della storia







Maschere

Nella via i lampioni sono spenti -
il rombo dei tuoni si avvicina
e il mare e' bagliore di lampi

Sbandano nel buio rari passanti
cicalando futili parole

Scocca improvvisa
l' ora della recita

Sgangherato il ghigno
delle maschere
ubriache di sogni
ancor sospesi






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